Correva il giorno 16 Agosto 2008: a Pechino Usain Bolt batte il record del mondo sui 100m

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Nella maggior parte degli sport il risultato, oppure il trofeo o l’evento, viene deciso in più riprese o in un lasso di tempo più o meno prolungato. Nell’atletica, ma soprattutto nei 100 metri, anni di allenamento e sacrifici si condensano in una manciata di secondi, rendendo l’esito molto più magico. È il caso di Usain BoltThe Flash, e questo è ciò che accadde quel giorno.

OLIMPIADI PECHINO 2008 – BOLT DIVENTA IMPRENDIBILE

L’Olimpiade di Pechino è il secondo appuntamento in carriera per il velocista giamaicano. Bolt aveva infatti già preso parte ad Atene 2004, fermandosi al primo turno dei 200 metri.
Dopo la deludente spedizione ellenica, Usain si affida alla sapiente guida di Glen Mills. Il coach intravede in Bolt potenzialità fuori dal comune, arrivando a plasmare al meglio il giovane.
I primi risultati si vedono ai Mondiali di Osaka del 2007. Le nuove metodologie di Mills portano al velocista le medaglie d’argento nei 200 metri e nella 4×100.

Usain Bolt a colloquio col suo allenatore Glen Mills durante una sessione d’allenamento

Il mondo si accorge di Bolt nel 2008, esattamente il 16 agosto. In palio c’è la finale dei 100 metri piani, lui e Richard Thompson sono gli osservati principali.
Mentre i corridori prendono posto ai blocchi, Bolt abbozza un sorriso, indicandolo con l’indice, per poi ritornare subito serio. I 90mila dell’Olimpico di Pechino, e tutti i telespettatori collegati da ogni angolo del mondo, stanno per assistere ad un evento che cambierà la storia.
Allo sparo Bolt è un fulmine e stravince la gara, ridicolizzando gli avversari con il tempo di 9″69. Medaglia d’oro e nuovo record del mondo.

Usain Bolt festeggia dopo aver preceduto Richard Thompson al traguardo


Il temibile Richard Thompson è secondo distanziato di venti centesimi. Lo stesso affermerà: “Con Bolt non si poteva competere. Io stavo spingendo ancora e lui già si rilassava”.
L’uomo più veloce del mondo è in visibilio, e al giro d’onore gongola tra i suoi fan giunti dalla Giamaica. È soltanto in quel momento che realizza di aver stabilito un nuovo primato mondiale, incrociando il tabellone lampeggiante.

La foto di rito per Usain Bolt col tabellone da “record”

IL PROTAGONISTA – USAIN BOLT

La storia di Usain Bolt è quella di un ragazzone baciato dal talento, ma pieno di umiltà e gratitudine per la vita. La sua vita inizia a Sherwood Content, un distretto di Trelawny in Giamaica.
Bolt cresce tra piantagioni di caffè e di canna da zucchero, mentre i suoi genitori gli garantiscono un futuro grazie ad un investimento del padre, un negozio di alimentari. Sono anni scanditi da interminabili partite di calcio, accompagnati dal raggae, perché Bolt va pazzo per Bob Marley.

La casa in cui Bolt ha vissuto la sua infanzia a Sherwood Content

Oggi nel piccolo paese che ha dato i natali al più grande velocista di sempre, c’è una targa. “Benvenuti a Sherwood Content, la casa di Usain Bolt”.
Bolt quel giorno mise la Giamaica sulla cartina geografica, per la prima volta nella storia. L’oro dei 100 metri divenne il primo di tanti “miglior risultato giamaicano di sempre nella competizione”, scalzando l’argento di Don Quarrie a Montréal nel  1976.
“Quest’oro dei cento metri lo aspettavamo tutti. Io l’ho desiderato tanto in questi mesi, ma il primato no. Proprio non ci pensavo.
Avrei voluto festeggiare già dopo 50 metri, quando ho visto che ero davanti. Ho pregato Dio non chiedendogli di vincere, ma di non infortunarmi, di lasciarmi la salute”.

La targa di Usain Bolt all’ingresso del paese

Il 16 agosto del 2008 il mondo scoprì Bolt, l’uomo destinato a scrivere pagine indimenticabili di questo sport. L’impresa di quel giorno venne resa ancor più celebre da un ulteriore dettaglio: aver tagliato il traguardo con una scarpa slacciata.

Il giamaicano in seguito bisserà l’oro nella disciplina anche nelle successive edizioni di Londra 2012 e Rio 2016. Ad oggi è l’unico atleta nella storia ad aver trionfato nei 100 metri e nei 200 metri in tre Olimpiadi consecutive.
Ad incoronare la stella giamaicana fu Pietro Mennea, medaglia ďoro a Mosca 1980 nei 200 metri piani: “È il più grande velocista di sempre, senza dubbio”. 

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