Correva il giorno 12 aprile 1970 – Il Cagliari è campione d’Italia

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Cagliari 1969/70 – Pic by Wikipedia

Il 14 settembre 1969 inizia il 38′ campionato di Serie A (il 68′ italiano) che avrebbe visto il 12 aprile 1970 il Cagliari alzare il suo primo e fino ad ora unico scudetto della propria storia. La squadra fu trascinata dal tecnico Manlio Scopigno e dalle 21 reti del proprio attaccante, ‘Rombo di tuono’ alias Luigi Riva. I sardi chiusero il campionato con 45 punti in 30 gare (la vittoria valeva 2 punti) davanti a Inter, Juventus, Milan e Fiorentina che si sono alternate alle spalle dei rossoblù per tutto il campionato.

L’INIZIO DELLA CAVALCATA: CAGLIARI IN TESTA ALLA QUINTA GIORNATA

12 ottobre 1969: Il Cagliari conquista la vetta – Pic by Calcio Romantico

Ad iniziare al meglio il campionato è la Fiorentina, vincitrice a sorpresa del secondo scudetto l’anno precedente, inanella 4 vittorie nelle prime 4 gare confermandosi la squadra da battere. La quinta giornata di campionato vede i toscani ricevere al Comunale il Cagliari, secondo in classifica forte di 3 vittorie e un pareggio e che nella stagione precedente aveva chiuso proprio alle spalle dei viola. Lo scontro diretto tra prima e seconda vale dunque punti importanti in chiave scudetto in una partita cartello tra due outsider del campionato. La gara si sblocca al 21′ grazie alla realizzazione dl dischetto di Riva che indirizza la gara in favore dei sardi. La sfida procede con nervi tesi e la consapevolezza di una partita che può valere molto. Amarildo per la Fiorentina e Martiradonna per il Cagliari nel secondo tempo finiscono sotto la doccia, prima che la terna arbitrale annulli la rete dell’1-1 di Chiarugi per fuorigioco di Mariani.

La partita si chiude così sullo 0-1 in favore dei sardi che di misura conquistano la vetta della classifica, dopo averla inseguita nella stagione precedente, che non lasceranno fino a fine campionato, mentre i toscani perderanno man mano terreno non dimostrandosi più la squadra invincibile delle prime giornate.

LE PRIME TAPPE DELLA FUGA: DAL +4 SU INTER E FIORENTINA ALLA SQUALIFICA DI SCOPIGNO E IL TITOLO DI CAMPIONI D’INVERNO

Riva, Scopigno e… – Pic by Succedeoggi

Nel corso delle sesta giornata il Cagliari pareggia per 1-1 con l’Inter mentre la Fiorentina crolla a Roma contro la Lazio per 5-1 con i neorazzurri che così conquistano il secondo posto solitario a -1 dai sardi e a +1 dai viola. Fiorentina e Inter continuano però a non vincere contro le torinesi trovando rispettivamente un pareggio con i granata e una sconfitta in casa dei bianconeri, mentre il Cagliari vince a Napoli e trova il +3 che diventa +4 (che vale il massimo vantaggio nel corso di tutto il percorso) una settimana dopo. Il pareggio nel derby per i meneghini e quello viola a Bologna servono al Cagliari a salire ancora grazie alla vittoria di misura per 1-0 con la Roma.

I sardi nel corso di novembre gestiscono così il vantaggio tra vittorie e pareggi con la prima sconfitta che arriva il 14 dicembre con il Palermo. Una sconfitta che avrebbe potuto lasciare strascichi per via della squalifica di 5 mesi rimediata da Scopigno per gli insulti rivolti al guardalinee. La squadra affidata ad Ugo Conti ottenne subito due pareggi laureandosi campione d’inverno con una giornata d’anticipo con 20 punti davanti al quartetto Fiorentina, Inter, Juventus e Milan appaiate a 17 con le ultime due che erano risalite dopo un inizio altalenante. Una vittoria proprio con i rossoneri infine per chiudere il girone d’andata lancia ancora di più gli isolani.

LA RIMONTA BIANCONERA E LA SCONFITTA A SAN SIRO CONTRO L’INTER: IL CAMMINO SEMBRA COMPLICARSI

Stagione 1969/1970 Inter Cagliari (1-0) – Pic by YouTube

Il girone di ritorno vede la Juventus conquistare 14 punti sui 13 disponibili nelle prime 7 gare. I sardi nel frattempo nel corso della ventunesima giornata rimediano la seconda (ed ultima) sconfitta del torneo venendo puniti dall’ex Boninsegna, che in proprio in estate aveva lasciato i sardi per andare all’ombra del Duomo, a San Siro contro l’Inter, mentre la Juventus vince 4-0 con il Vicenza. I bianconeri salgono così a -1 dai sardi e sembrano lanciati verso il sorpasso.

La ventiquattresima giornata vede lo scontro diretto a Torino tra le prime due con i piemontesi che nel frattempo avevano perso un punto, ma erano pronti ad appaiarsi ai primi della classe. La gara di chiude invece sul 2-2 con i sardi che rimangono davanti e lanciare pronti per chiudere definitivamente i giochi. La Juventus la settimana cade infatti a Firenze, mentre il Cagliari trionfa con Palermo e torna a +4 per poi riscendere a +3 a 3 giornate dal termine e 6 punti dunque a disposizione.

12 APRILE 1970: IL CAGLIARI E’ CAMPIONE D’ITALIA

Il Cagliari è campione d’Italia – Pic by Cagliari Calcio

A 3 giornate dalla fine così il Cagliari sa di essere ad un passo dal sogno e avere il destino nelle proprie mani. Il 12 aprile 1970 l’Amiscora inizia a riempirsi già dalle prime ore del mattino perché la sfida con il Bari, in lotta per non retorcedere, può essere decisiva, anche per via della complicata sfida a Roma con la Lazio della Juventus. Oltre 28.000 spettatori e un incasso di circa 32 milioni e 560 mila lire di incasso. Tra le strade invece sono molti di più i tifosi trepidanti in tutta l’isola e le attese contro un Bari non vengono deluse. Al 39′ un calcio di punizione di Brugnera vede ‘Rombo di tuono’ insaccare in tuffo la rete che vale il vantaggio. Nel secondo tempo le radioline suggeriscono che le reti Ghio e Chinaglia stiano facendo vincere la Lazio per 2-0 con la Juventus e la festa definitiva scoppia al minuto 88 con la rete di Bobo Gori che stende i pugliesi, ma soprattutto vale la vittoria e i due punti che valgono la matematica per lo scudetto facendo esplodere Cagliari e tutta la Sardegna.

All’Amiscora scatta l’inevitabile invasione di campo con il popolo sardi che può festeggiare con lo champagne insieme ai suoi eroi, mente fuori dallo stadio caroselli, bandiere, cori ed euforia diventano protagonisti in una data che rimarrà storica per un popolo fin lì ritenuto una “patria di pastori e banditi” ma che con questa vittoria imponente davanti ai soliti squadroni del nord che è valso anche come un emblematico accesso della Sardegna all’Italia

DAL FILOSOFO A ROMBO DI TUONO: LA COSTRUZIONE DI UN CAMMINO PERFETTO

Gigi Riva e Manlio Scopigno – Pic by Wikiquote

Il ‘Filosofo’ Manlio Scopigno e ‘Rombo di Tuono’ Riva sono certamente due degli interpreti fondamentali, ma ovviamente la filastrocca va ripetuta tutta: Albertosi, Martiradonna, Zignoli, Cera, Niccolai, Tomasini, Domenghini, Nenè, Gori, Greatti, Riva. Senza dimenticare i vari Reginato, Poli, Brugnera, Mancin, Nastasio e Tampucci. A 6 anni dalla prima partecipazione in Serie A, il primo scudetto di una squadra del Sud, il primo scudetto arrivato sotto Roma che vale il riscatto di un popolo ritenuto estraneo rispetto al “continente”.

Un successo nato già nello spogliatoio grazia a Scopigno, soprannominato ‘filosofo’ per la sua abilità nel preferire il dialogo allo scontro e agli ordini riuscendo a stabilire una perfetta armonia nel gruppo accompagnato da uno stile di gioco che prevedeva un’ottima fase difensiva (11 reti subite dal Cagliari, record per un campionato di Serie A composto da 16 squadre) bilanciata da ripartenze fulminanti. A prendersi la scena era ovviamente Gigi Riva, miglior marcatore del campionato con 21 reti, ma tutti riuscirono a dare il massimo per riuscire nell’impresa a partire dalla granitica difesa, passando per l’estro brasiliano di Nenè in mezzo al campo insieme Cera, Greatti con Domenghini e Gori al fianco di Riva.

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