È stato l’erede di Nicolò Carosio, una delle voci storiche della nostra radio, ma soprattutto la prima voce della trasmissione radiofonica più amata da tutti i tifosi, “tutto il calcio minuto per minuto”, stiamo parlando di Enrico Ameri
GLI INIZI E LA GUERRA
Enrico Ameri nasce a Lucca il 15 Aprile 1926. Figlio di un funzionario di Polizia, nei suoi primi anni di vita si trasferisce spesso in base agli obblighi lavorativi del padre. Si stabilirà più tardi a Genova e proprio lì nascerà la sua passione per il Genoa, che diventa così la sua fede calcistica.
In gioventù Ameri è stato politicamente attivo e trasferitosi a Roma, nel 1943 durante la guerra decise di combattere nella Guardia nazionale repubblicana della neo costituita Repubblica di Salò. Questo fatto comportò la prigionia avvenuta per mano degli alleati e insieme a lui furono catturati altri personaggi illustri quali Walter Chiari e Raimondo Vianello.
IL DOPOGUERRA: L’ENTRATA IN RAI E NEL MONDO DEL GIORNALISMO
Il dopoguerra segna la svolta nella vita di Enrico, che conoscerà la sua passione di sempre: il giornalismo e la radiocronaca.
Entra in RAI nel 1949 svolgendo il ruolo di inviato di cronaca e nel ’54 venne mandato a svolgere tale mansione anche in Indocina. Nel 1969 poi svolse la storica radiocronaca dell’allunaggio americano, in qualità di inviato direttamente da Houston, base della NASA.
Successivamente Ameri passerà allo sport e inizialmente svolge il ruolo di inviato per le competizioni ciclistiche.
La prima radiocronaca calcistica invece è datata 1° Maggio 1955, in occasione del match di Serie A tra Udinese e Milan, terminato 3-2 per i friulani.
“TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO” E “IL PROCESSO DEL LUNEDÌ”
Nel 1960 la Rai ideò la trasmissione “tutto il calcio minuto per minuto” dove i radiocronisti, si passavano la linea a vicenda durante le partite del campionato di serie della Domenica pomeriggio.
Nella prima puntata del 10 Gennaio 1960 Ameri è la quarta voce del programma insieme a Nicolò Carosio, Amerigo Gomez, Piero Pasini, Andrea Boscione e Nico Sapio.
Con il passaggio di Carosio in Tv, diventerà la prima voce del programma e manterrà questo ruolo fino al 26 Maggio 1991, data della sua ultima radiocronaca, in occasione del match tra Genoa e Juventus dell’ultimo turno della Serie A 1990-91.
Negli anni ’80 ha ideato anche il programma “Il processo del Lunedì”, condotto per le prime due stagioni per poi passare il testimone a Marino Bartoletti e nel ’93 ad Aldo Biscardi che diventerà il simbolo della trasmissione.
Terminate le radiocronache nel ’91-’92 condurrà Domenica Sport, programma radiofonico sportivo della Rai e nel ’93 in occasione del secondo turno di Coppa Italia tra Vicenza e Milan, terminata 3-0 per i rossoneri, effettua la sua ultima radiocronaca.
IL DUALISMO CON CIOTTI E LA SCOMPARSA
Da molti Ameri è definito l’erede di Niccolò Carosio ma durante la sua carriera radiofonica ha vissuto un dualismo, fatto comunque di stima reciproca, con il collega Sandro Ciotti.
Tra i due nei passaggi radio rimangono celebri le frasi “A te la linea, Sandro” di Ameri e “Scusa Ameri” di Ciotti.
Enrico amava la radiocronaca pura, raccontando quello che succedeva veramente e in uno stile molto personale, con una totale assenza di pause.
Ciotti aveva uno stile commentario con un lessico distaccato, ma alla fine entrambi hanno saputo farsi amare dai radioascoltatori
18 anni fa a soli 77 anni Ameri ci ha lasciato improvvisamente a causa, esattamente un anno dopo Sandro Ciotti e un mese prima di Nando Martellini, 3 “padri” del giornalismo sportivo italiano
Enrico se ne è andato, ma rimarrà sempre nei nostri cuori.
A te la linea Enrico!


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