
È il 19 Marzo 1976, da Milano prende il via l’edizione numero 67 della mitica Milano-Sanremo, che verrà ricordata dagli appassionati come “il canto del cigno” del cannibale Eddy Merckx. A trionfare, infatti, dopo una corsa di 6h55’28”, è il belga, che conquista per la settima volta “la classicissima”, superando così l’eterno Costante Girardengo, fermo a sei.
EDDY E LA SANREMO, UN RAPPORTO SPECIALE
Il primo successo sanremese per Merckx arriva nel 1966, grazie a una strepitosa volata, che gli consente di diventare, a soli 21 anni, il più giovane vincitore della “Classicissima”; è questo l’inizio di un dominio decennale sulle strade della Milano-Sanremo. Nonostante una predilezione per i grandi giri, in nove anni, quelli che vanno dal 1967 al 1975, trionfa in questa corsa altre cinque volte, eguagliando Girardengo. Nel 1976 si presenta l’occasione di fare la storia ed Eddy, come al suo solito, non tradisce le aspettative.
19/03/76, MERCKX È LEGGENDA
L’andamento iniziale della Milano-Sanremo 1976 è blando, fino a quando Moser decide di attaccare sul Berta, portando via con sé un gruppetto di quattordici corridori, tra cui Eddy Merckx, che guadagna diversi secondi sul gruppo. Proprio “Il cannibale” tenta in diverse occasioni l’attacco, riuscendo a scattare definitivamente ai piedi del Poggio, creando così il vuoto tra se e i tredici avversari del gruppetto. Da dietro riesce a raggiungerlo soltanto Vandenbroucke (poi declassato per doping), ma Eddy anticipa la volata e alza le braccia al cielo davanti al connazionale, centrando così la settima vittoria nella Classica di Primavera, è record, ancora oggi imbattuto.


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