
Esattamente 74 anni fa, ai giochi olimpici di St. Moritz 1948, andarono in scena le tre manche che scrissero la storia dello sport Italiano, in cui Nino Bibbia portò un Italiano sul trono delle olimpiadi invernali per la prima volta nella storia.
Il nativo di Sondrio, il quale lavorava inizialmente come fruttivendolo, praticava lo skeleton da pochissimo tempo ( Nino ai Giochi prese parte, infatti, anche alle gare di bob a 2 e bob a 4), ma nonostante ciò riuscì ad adattarsi benissimo al tracciato della favorevole e amata “Cresta Run” di St. Moritz (paese di residenza del fuoriclasse azzurro), tanto da far segnare il miglior tempo nelle ultime tre discese, conquistando così uno storico titolo olimpico. Bibbia si classificò sesto e ottavo nelle prove di bob.
IL PROSIEGUO DELLA CARRIERA.
Lo skeleton fu purtroppo estromesso dai giochi olimpici fino all’edizione di Salt Lake City 2002, perciò Bibbia non ebbe la possibilità di difendere l’oro conquistato a St. Moritz, ma la sua carriera fu comunque trionfale. Nino fu in grado di laurearsi tre volte campione del mondo e vinse più di 200 competizioni sulla pista di St. Moritz, continuando a gareggiare fino all’età di 53 anni. Morì, purtroppo, nel 2013.
DA BIBBIA A MARGAGLIO: PER (RI)SCRIVERE LA STORIA.

La concorrenza non mancherà, ma Valentina Margaglio, ai giochi olimpici di Pechino iniziati ufficialmente con l’odierna cerimonia d’apertura, tenterà di fare quanto fatto da Nino Bibbia nel 1948; per l’ azzurra il sogno sarebbe quello di tornare con un metallo (qualsiasi colore è benaccetto), per proseguire al meglio un percorso eccezionale intrapreso in questi anni che l’ha portata a diventare la prima skeletonista Italiana della storia a salire sul podio in coppa del mondo.

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