Fin dal suo ingresso nella lega, Steph Curry ci ha insegnato che si può costruire un tiro da 3 autonomamente dal palleggio, senza dover aspettare lo scarico nell’angolo o sfruttare un blocco. Ci ha insegnato che si può tirare da ben oltre i canonici 7,25 metri dell’arco, facendo vedere a tutti che è possibile mettere triple su triple da metà campo e, volendo, anche oltre.
Quando, ormai due mesi fa, la nuova stagione aprì i battenti, tutti si interrogavano sul giorno in cui Steph Curry avrebbe agganciato Ray Allen in vetta alla classifica dei migliori tiratori di sempre. Ormai era diventata una sfida contro sé stesso, da quando aveva soffiato la seconda posizione a Reggie Miller, meno di un anno fa.
La storia si scrive alle 19:41 di un martedì sera newyorkese. Il tabellone del Madison Square Garden segna 7:33 alla fine del primo quarto, i Knicks sono avanti di uno, ma la palla è in mano ai gialloblù più famosi d’America.
Looney serve Draymond Green che dall’arco spara una delle sue solite fucilate per Wiggins.
Il 22 si mette spalle a canestro, resiste a Fournier, indietreggia e vede Curry, posizionato sulla sua mattonella. Quella mattonella su cui ha costruito un’intera carriera, da cui non può sbagliare.

La palla arriva nelle sue mani d’oro e in men che non si dica è già dentro la retina. 2974.
Il MSG si alza in piedi. La storia è scritta.
Il record di Ray Allen è finalmente caduto.
10 anni, 9 mesi e 3 giorni dopo, il tiro da 3 ha un nuovo padrone, Wardell Stephen Curry II, detto Steph.


Lascia un commento