La nuova Italia capitanata da Filippo Volandri è pronta a giocarsi le sue carte in Coppa Davis. Nonostante l’infortunio di Berrettini gli azzurri sognano di riportare nel Bel Paese il trofeo che manca dal 1976.

LA STORIA DEL TORNEO
La competizione nasce nel 1899 quando un gruppo di americani decisero di sfidare i britannici in una partita di tennis. L’idea e la formula furono progettate da Dwight Davis, un giocatore di team USA che vinse la prima edizione del torneo. Nel 1905 le iscrizioni furono aperte anche a Belgio, Austria, Francia e Australasia (Australia+Nuova Zelanda). Dalla morte di Davis nel ’45 cambiò la denominazione della competizione, rinominata col nome del suo creatore. Fino al 1973 i vincitori si dividevano tra USA, Regno Unito, Francia e Australia che vinse 15 volte tra il 1950 e il 1967. Da quel momento ci furono sempre più squadre partecipanti, tanto che nel 1999 gareggiarono 129 nazioni. Nel palmarès italiano brilla il trionfo del ’76 di Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli capitanati da Nicola Pietrangeli, che detiene il maggior numero di vittorie in Davis sia nel singolare (78) sia nel doppio (42).

IL REGOLAMENTO DEL 2021
La coppa Davis ha subito diverse modifiche nel corso degli anni, ma è sempre stata caratterizzata dagli scontri tra squadre nazionali. I team possono convocare 5 tennisti e scegliere l’ordine di gioco, solitamente dettato dalla classifica ATP. I primi singolaristi di ogni Paese si affronteranno tra loro, allo stesso modo i secondi ed, eventualmente, i terzi. Ogni sfida sarà al meglio delle tre partite, ma in caso di 1-1 si andrà al doppio decisivo. Prima di accedere ai quarti di finale le formazioni dovranno superare la fase a gironi, dove in ogni gruppo sono raggruppate tre squadre. Avanzano le vincitrici dei gironi e le due migliori seconde.
Nel 2019, ultima edizione della Davis, trionfò la Spagna in finale contro il Canada grazie alle vittorie di Bautista Agut e Rafa Nadal.

JANNIK SINNER GUIDA LA SPEDIZIONE ITALIANA
Gli azzurri chiamati a sfidare i colossi mondiali sono Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Lorenzo Musetti e Simone Bolelli.
Volandri dovrebbe attenersi a quest’ordine di gioco, assegnando a Sinner e Sonego i ruoli di primo e secondo singolarista. Bolelli si è unito al gruppo a causa del ritiro di Berrettini soprattutto per ricomporre con Fognini la coppia di doppio che ha vinto gli Australian Open nel 2015. L’Italia è stata inserita nel gruppo E con gli USA e la Colombia. Tutte le partite del girone degli azzurri si giocheranno al PalaAlpitour di Torino, sede anche del quarto di finale dove si sfideranno le vincitrici dei gruppi E e D (Croazia, Australia o Ungheria). La Davis viaggerà tra Torino, Innsbruck e Madrid, sede della finalissima del 5 dicembre.
CORSA A DUE TRA RUSSIA E SERBIA
La favorita alla vittoria finale è sicuramente la Russia, che può vantare due top5 come Medvedev e Rublev. La Serbia di Novak Djokovic va tenuta d’occhio nonostante l’evidente fragilità del secondo singolarista. La Spagna soffrirà le assenze di Nadal e Agut ma si fa forza grazie alla presenza del baby fenomeno Carlos Alcaraz. La Germania paga la defezione del numero 3 del mondo Alexander Zverev e si esclude dalle prime file della griglia di partenza. Il Canada, che poteva essere una mina vagante per chiunque, deve ridimensionare le sue aspettative dopo i forfait di Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov.
Il post-Davis lascerà appena tre settimane di preparazione fisica, poi bisognerà pensare alla stagione 2022 che aprirà i battenti l’1 gennaio con l’ATP Cup.

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