Tokyo 2020 Calcio femminile Quarti di finale: Australia rimonta all’ultimo la Gran Bretagna. Canada e Stati Uniti premiate ai rigori!

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Nelle quattro partite che decidono le semifinali del calcio femminile regna l’equilibrio assoluto tanto che in ben tre match servono i supplementari per decretare il vincitore e in Canada-Brasile e Olanda-Stati Uniti anche i calci di rigore, che premiano la squadra nordamericana e la nazionale a stelle e strisce. Chi non ha bisogno di tempo in più per affermare la propria superiorità è la Svezia che non si ferma nemmeno alle padrone di casa del Giappone e va dritta in semifinale.

LA LOTTERIA DEI RIGORI CANTA “O CANADA”!

Il primo match di giornata è molto equilibrato e tirato fin da subito, infatti dopo una prima fase in cui il Brasile fa la partita e chiude il Canada nella propria metacampo è la nazionale nordamericana che riesce a risalire nel controllo della partita grazie al pressing alto e sfiorare più volte il gol. Il Brasile per superare il pressing viene costretto ai lanci lunghi che non sono tra i colpi migliori delle “verdeoro”, infatti appena riescono a giocare nuovamente palla a terra riaffermano subito le proprie qualità. L’errore difensivo di Gilles al 40’ che si fa sfilare dai piedi la palla da Debinha è lo spavento maggiore del Canada nel primo tempo che però fortunatamente deve solo concedere il calcio d’angolo dopo la parata di Labbe. Il Canada riparte meglio nel secondo tempo e al 59’ Gilles prende traversa piena sugli sviluppi di calcio di punizione. Il Brasile risale di intensità e rende il match ricco di capovolgimenti di fronte anche se nessuno riesce a segnare il gol decisivo per la risoluzione della partita, il Canada ci va vicinissimo al 85’ ma Rose si allunga il tiro con un tempo di gioco di troppo che permette ad Erika di mettere la gamba e deviare fuori. Si va ai tempi supplementari per decidere la prima semifinalista, il Brasile meriterebbe il gol per l’intensità e la continuità nel tirare in porta mostrata per tutti i tempi addizionali, peccato che ogni singola conclusione venga deviata da Labbe che salva più volte la parità come intervento su Ludmila che tiene il 0-0 al 100’ o la parata a mani aperte sul colpo di testa a pochi passi di Erika al 118’. Il portiere del Canada viene poi travolta in caduta da Debinha e si perde altro tempo che permette però ai due allenatori di designare con calma i rigoristi perche anche i tempi supplementari si chiudono “in bianco” e servono i calci di rigore per terminare la sfida.

 Parte male il Canada con Sinclair che si fa parare da Barbara il primo rigore della lotteria, si dice che ai rigori il primo che sbaglia è anche quello che vince e anche in questo caso sarà cosi, anche se forse nel momento in cui il Brasile va avanti col rigore di Marta nella mente delle canadesi questo pensiero non era contemplato. Fino alla terza coppia di rigori entrambe le squadre vanno a segno ma alla quarta è il Brasile ha sbagliare con Andressa mentre Leon per il Canada è impeccabile, ancora una volta ritorna tutto pari. L’errore di Raffaele al quinto penalty per il Brasile è fatale e il Canada dopo una partita di sofferenza stacca il pass per la semifinale ed è legittimato a sognare una certa medaglia “aurea”. Indubbio l’incredibile contributo di Labbe che oltre a parare i due rigori ha mantenuto inviolata la porta di fronte a tutte le occasioni del Brasile durante i 120’ di partita, una roccia a cui le proprie compagne potranno aggrapparsi in vista del prossimo match contro gli Stati Uniti, finiti anch’essi ai rigori.   

Il momento in cui Labbe para il rigore che permette al Canada di andare in finale
Pic by Discovery+ Official App

MONTAGNE RUSSE? NO MONTAGNE AUSTRALIANE! CHE RIMONTA!

Anche lo scontro tra Gran Bretagna e Australia è stato molto equilibrato anche se le due formazioni hanno spinto fin da subito in avanti per trovare il gol e questo equilibrio fatto di continui capovolgimenti di fronte viene rotto al 35’ con il gol di Kennedy nel angolo destro basso della porta sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La nazionale australiana gioca più liberamente e la Gran Bretagna non riesce a reagire al meglio nei minuti restanti del primo tempo. Cosa che invece riescono a fare nel secondo dove trovano la via del gol al 57’ con White che mette la palla in rete per l’1-1 al termine di una splendida azione corale culminata col cross a giro di Hemp dalla fascia destra. Il gol del pari sposta gli equilibri verso la Gran Bretagna che ancora con White passa in vantaggio al 66,’ sempre sugli sviluppi di una palla ferma ma stavolta dalla rimessa laterale in fase d’attacco di Williamson. La Gran Bretagna conduce la partita con grande autorità e non sembra che la situazione possa cambiare, ma al 88’ succede l’inaspettato. Kerr riceve in area il cross di Van Egmond e con lucidità di pensiero e rapidità di gioco stoppa di petto la sfera, fa la finta di tiro che inganna quanto basta la difesa inglese per aprirsi un varco e tira in rete il 2-2; richiedendo degli inaspettati tempi supplementari per come si era messa la partita, ma giusti per il sostanziale equilibrio messo in campo.

La Gran Bretagna rimane in controllo anche nei tempi supplementari ma in tre minuti la partita svolta ancora verso l’Australia. Al 100’ viene dato per la Gran Bretagna un calcio di rigore per fallo di Carpenter su Parris, ma Weir sbaglia il penalty non angolando abbastanza il tiro per mettere Micah fuoricausa, al 103’ con uno splendido gol di Fowler (aiutato da una leggera deviazione di Bronze) l’Australia ritrova il vantaggio con il 3-2. L’Australia riapre il secondo tempo supplementare come aveva chiuso il primo, sulle ali dell’entusiasmo, infatti Kerr al 106’ sovrasta di testa la capitana della Gran Bretagna Houghton e butta in rete il gol del 4-2 che sembra chiudere la partita. A porre il condizionale nei minuti finali di questa partita è ancora White che di testa deposita in rete il cross di Kirby al 115’ fissando sul 4-3 il risultato. La Gran Bretagna si getta in avanti con lanci lunghi nel tentativo di bruciare la difesa australiana e lanciare le proprie attaccanti ma il 120’ arriva e per la Gran Bretagna non c’è più tempo. Vince l’Australia che rimonta una partita incredibile e la mantiene fino al triplice fischio, dimostrando di essere una squadra lucida che sa approfittare delle occasioni repentine e inaspettate come il gol del pareggio a due minuti dalla fine dei tempi regolamentari, per poi avere la lucidità di rimettere in piedi un solido vantaggio; qualità fondamentali contro la temibile e pericolosa Svezia, prossimo avversario da affrontare.

CONTINUA LA MARCIA SVEDESE

La  Svezia non accenna a diminuire la propria forza ed intensità di gioco e piega anche il Giappone senza troppi pericoli nell’arco dei 90 minuti. Al 7’Eriksson su cross di Rolfo segna subito il gol del 1-0,tuttavia le giapponesi però riescono a reagire bene e al 23’ il gol di Tanaka su assist di Hasegawa rimette la partita sul 1-1 e riescono a tenere questo risultato fino alle fine del primo tempo. La Svezia dal tunnel degli spogliatoi esce più cattiva e riprende il controllo del match senza più lasciarsi andare o concedere spazio alle avversarie, al 53’ Blackstenius infila Yamashita con un tiro alla destra della porta concretizzando la superiorità di gioco della Svezia. Come abitudine in questo torneo olimpico la Svezia continua a giocare in attacco anche con il gol di vantaggio e al 65’ si guadagna un rigore per il tocco di mano di Miura sul tiro di Asllani, il penalty concesso grazie alla revisione del VAR viene trasformato dalla stessa Asllani senza troppo problemi. La partita termina sul risultato di 3-1 con la Svezia che dopo il rigore ha praticamente congelato la partita senza correre rischi, salvaguardando le energie in vista della semifinale contro l’Australia.  

RIGORI A STELLE E STRISCE

Il big match di giornata vede iniziare l’Olanda a mille trovando subito al 17’ il gol del vantaggio con Miedema ma gli Stati Uniti non si lasciano intimorire dalla situazione di svantaggio e continuano a pressare ancora più forte visto il gol di svantaggio. Infatti in tre minuti svoltano la partita a proprio favore, al 27’ tornano sul pari col colpo di testa di Mewis e al 30’ vanno in vantaggio col gol di Williams e il primo tempo si chiude con gli Stati Uniti in vantaggio per 2-1. Nel secondo tempo c’è il ritorno della Olanda che al 53’ si riprende il pari ancora con Miedema e da questo momento la partita entra in una fase di grandissimo equilibrio dove nessuna delle due squadre riesce a rimettere la palla in rete anche per evitare di scoprirsi troppo. Gli Stati Uniti al 79’ se la vedono veramente brutta col fallo su Beerensteyn che decreta il calcio di rigore per l’Olanda che incredibilmente sbaglia, il tiro di Martens infatti è troppo basso e prevedibile e viene parato da Naeher. Nemmeno nei tempi supplementari il match riesce nuovamente a sbloccarsi anche se a tracciare un bilancio avrebbe meritato di più l’Olanda per l’intensità messa in atto ma nonostante ciò servono ancora i calci di rigore per decretare la quarta e ultima semifinalista.

Se il Canada a inizio giornata ha beneficiato del “chi sbaglia per primo il rigore poi vince” lo stesso non si può dire della Olanda che con Miedema sbaglia il primo rigore, cosa che non fa Lavelle, fino alla terza coppia di rigori entrambe le squadre depositano la palla in rete, ma alla quarta arriva l’errore di Nouwen e Rapinoe col proprio rigore regala a se stessa e agli Stati Uniti la semifinale olimpica. Ancora una volta gli Stati Uniti dimostrano perché hanno al collo tanti ori olimpici e tre mondiali vinti ma onore e tanto di capello a una Olanda che avrebbe meritato di più ed esce dalle olimpiadi senza perdere una partita nei tempi regolamentari.  

SEMIFINALI CHE NASCONDONO L’ODORE DI MEDAGLIA

Le semifinali del 2 Agosto si annunciano molto scoppiettanti con gli Stati Uniti che dovranno rimandare a casa i propri vicini del Canada mentre l’Australia si ritroverà davanti la Svezia, la seconda partita del girone G che le ha viste contro è stata l’unico vero momento di difficoltà che ha avuto la Svezia, quest’ultima saprà come affrontare la squadra oceanica oppure ci sarà un capovolgimento di fronti?

Il tabellone delle semifinali
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