L’autore del gol contro il Galles è l’uomo del giorno: un calciatore atipico, partito dal basso e che ha saputo aspettare il suo momento
“Guvat cavat lapidem”. Dalle traduzioni a scuola al gol contro il Galles. Probabilmente ieri sera Matteo Pessina a un paio d’ore dalla rete che ha blindato il primo posto azzurro nel girone ha ripensato a quelle gesta che lui da amante del latino avrà letto più volte nei libri di scuola. Dai gladiatori romani all’eroe di Roma, dal Colosseo allo Stadio Olimpico. L’Italia sta imparando a conoscere quel calciatore atipico che è mister equilibrio. Uno con la testa sempre sulle spalle: fuori dal campo dove studia economia alla Luiss ed è un amante dei libri e delle materie tecniche, sui social dove non lascia mai spazio al gossip e nel rettangolo verde dove in sette anni di ascesa dalla C alla A ha ricevuto solo una cartellino rosso.
E pensare che lui il gruppo azzurro lo aveva salutato con la doppietta al San Marino poco prima dell’inizio dell’Europeo. Era stato inserito nei pre-convocati per poi essere tagliato fuori per lasciare posto a Sensi. Ma l’infortunio del centrocampista dell’Inter ha fatto sì che Mancini gli aprisse nuovamente le porte della Nazionale. Subentrato contro la Turchia, rimasto a guardare contro la Svizzera, titolare e autore di un bel gol contro il Galles.

Una storia che parte dal basso e da casa sua, Monza. E’ con il fallimento di quella squadra a cui si è aggregato appena sedicenne che ha conosciuto la Serie A. Lo ha prelevato a zero il Milan, che però non ci ha mai puntato veramente facendolo girovagare per mezza Italia (Lecce, Catania, Como e Spezia) prima di sbarazzarsene velocemente cedendolo all’Atalanta. A Bergamo sotto la guida di Gasperini ha iniziato a lasciare il segno. Diciannove partite prima di essere mandato a raccogliere minutaggio ed esperienza all’Hellas. Il ritorno in nerazzurro e il ruolo sempre più centrale dovendo sostituire Gomez volato in Spagna. L’undici novembre 2020 il debutto in azzurro con Mancini, sette mesi e undici giorni dopo il gol del primato. La goccia perfora la pietra.


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