Milan e Roma arrivano alla finale di coppa Italia dopo una stagione lunga e complessa soprattutto dal punto di vista fisico e dell’umore. Le rossonere di Ganz hanno raggiunto il proprio obbiettivo stagionale con la conquista del posto Champions per la prossima stagione e hanno chiuso il campionato in crescendo, la Roma invece ha perso all’ultima giornata il quarto posto ed è apparsa in leggera difficoltà nel concretizzare la propria superiorità in campo. L’ equilibrio regna sovrano durante la finale e le due squadre devono giocarsi la coppa ai rigori, dove la Roma grazie alle splendide parate di Ceasar vince la Coppa Italia Timvision!

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Botta e risposta
Nel primo tempo ad aprire le danze è il Milan con una splendida occasione nei primissimi minuti di gioco, Dowie raccoglie un assist di Giacinti che come un rapace approfitta dell’errore di Bartoli, ma fortunatamente per la giallorossa si risolve con un nulla di fatto. Dopo un ottimo quarto d’ora di pressing rossonero le giallorosse di Elisabetta Bavagnoli, all’ultima partita sulla panchina romana, prendono in mano il gioco e si affacciano alla porta difesa da Korenciova in più occasioni colpendo anche il palo con Lazaro. Dopo un avvio scoppiettante le due squadre si stabilizzano in un continuo botta e risposta di calci piazzati e di occasioni fermate dalla bandierina del fuorigioco.

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Equilibrio tra le due squadre
Il primo tempo si chiude sul pareggio a reti bianche ed è un risultato che rispecchia appieno i valori delle due squadre, che nel secondo tempo daranno fondo a tutte le energie residue e spingendo al massimo i muscoli delle ragazze, come testimoniano le continue interruzioni per l’intervento di entrambi gli staff medici per i numerosi crampi delle giocatrici. La Roma comincia il secondo tempo con una grandissima carica che viene fermata solo dalla difesa del Milan e dalle tante chiamate del guardalinee anche molto al limite. Serturini a inizio ripresa prima manca la porta di un soffio per poi servire a Thomas uno splendido assist. Il Milan prende il mano la partita e anche Giacinti più volte viene fermata dal guardalinee e dalle splendide parate di Ceasar. Bernauer per la Roma sfodera un tiro fantastico che finisce a pochi centimetri dalla porta di Korenciova a pochi secondi dai supplementari, tuttavia la palla accarezza la traversa esterna ed esce dal campo, costringendo le due squadre a stringere i denti e a giocare i tempi supplementari.

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Gettare il cuore oltre l’ostacolo
I tanti crampi e la stanchezza contraddistinguono i tempi supplementari ma le due squadre continuano a gettarsi in avanti spinte dall’orgoglio di mettere in bacheca il primo trofeo della propria storia davanti ai propri tifosi. Tra le poche occasioni che le squadre riescono a costruire c’è il coraggioso intervento di Swaby, che nella propria area di rigore si mette davanti a Giacinti pronta ad insaccare in rete l’assist di Mauri rischiando però di farsi autogol.
Alla lotteria dei rigori viene estratto il biglietto della Roma
Alla fine per decidere la vincitrice della Coppa Italia servono i calci di rigore e la prima a presentarsi sul dischetto è Boquete per il Milan, la spagnola senza guardare Ceasar battezza l’angolo sinistro basso, ma il portiere della Roma para con decisione e mette Giugliano in condizione di portare la Roma in vantaggio e la centrocampista offensiva non sbaglia. Agard segna il primo rigore per il Milan ma la Roma con Serturini mantiene il vantaggio. Ceasar para ancora su Grimshaw e Linari potrebbe chiudere il conto, ma spara alto sulla traversa mantenendo aperte le speranze rossonere. Anche Tucceri-Cimini sbaglia e Bernauer ha su i propri piedi la prima coppa Italia della Roma femminile. La svizzera non sbaglia e regala alle proprie compagne il primo trofeo.

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Diavolo nel purgatorio dei rigori ma con la strada aperta verso il paradiso
Il Milan ha giocato molto bene, con determinazione e intelligenza nell’affrontare la partita, se a vincere fossero stare le rossonere di Ganz non sarebbe stato un risultato immeritato quindi hanno poco da rimproverarsi; da ogni sconfitta si può imparare e certamente le ragazze capitanate da Giacinti impareranno molto da questi 120 minuti. La Roma chiude il ciclo con la Bavagnoli nel miglior modo possibile, con un trofeo che certifica la bontà del progetto e di come la Roma sia pronta a dire la sua nel prossimo campionato.
Vincitrici e sconfitte? Non si è mai sconfitte se si tira fuori il meglio da ogni partita
La cose da ricordare di questa finale sono moltissime: Elisabetta Bavagnoli portata in trionfo dalle proprie ragazze, i cori dei tifosi ad accompagnare il trionfo delle giallorosse, ma soprattutto la presenza di entrambe le dirigenze a supportare entrambe le squadre; segno della crescente importanza che la squadra femminile sta prendendo nella gestione delle società. La finale giocatasi al Mapei Stadium chiude la stagione del calcio femminile e adesso le squadre possono riposarsi e fare le dovute considerazioni per la prossima stagione; si chiude cosi una stagione molto intensa sotto i punti di vista ma che ha messo in evidenza tutta la bravura e la professionalità di squadre e società.

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